sabato 6 agosto 2016

C'è sempre un'ultima speranza......

Non più tardi di 20 giorni fa aveva sentenziato che l'Italicum era una riforma ormai agonizzante, nata deforme e peggiorata via via con il tempo, tanto da produrre la diffusa convinzione che ormai sia avviata "in modo inesorabile alla pensione prima ancora di essere applicato una volta". Invace nell'editoriale odierno su Repubblica Stefano Folli fa una veloce retromarcia, dopo aver realizzato che una frettolosa modifica della legge elettorale prima del referendum, finalizzata a sbarrare la strada elettorale ai pentastellati, farebbe proprio il gioco dei grillini, fornendo loro un formidabile argomento propagandistico per vincere le elezioni, contro tutte le caste coalizzate ed arroccate dietro una legge elettorale a propria difesa corporativa.

Nel frattempo i rumors sul prossimo OK della cassazione al referendum di novembre rinfocolano le speranze della sinistra PD di una modifica e breve dell'Italicum. L'argomento è sempre lo stesso: l'esorbitante premio di maggioranza produrrebbe una distorsione della rappresentanza a favore del vincitore ma, sotto sotto, tutti temono che il secondo turno premi inopinatamente i pentasetellati, come prevedono i sondaggi e come è accaduto al ballotaggio di Roma e Torino. Un analogo argomento critico ha ispirato i ricorsi contro l'Italicum, di prossimo esame da parte della Consulta; ma nessuno pare considerare l'ipotesi che prima di varare una nuova legge o modificare l'Italicum forse converrebbe attendere il parere della corte sulla legge vigente, giusto per introdurre dei correttivi, in caso di bocciatura di qualche punto dell'Italicum, o per evitare di incorrere in un altro giudizio negativo, in caso di cambiamenti sostanziali alla legge non congruenti con le "direttive" delle Conssulta.

Nel frattempo si affastellano le proposte estemporanee di modifica dell'Italicum o di riscrittura della legge, talune incompatibili ed antitetiche rispetto alle altre e quindi auto-escludentesi. Siamo ormai arrivati ad una decina di ipotesi. Le più recenti fanno riferimento ai sistemi elettorali di altri due paesi mediterranei, Spagna e Grecia, che non brillano per efficacia; l'una è paralizzata polticamente da un sistema proporzionale che in un assetto tripolare porta ad esiti elettorali inconcludenti, nonostante due elezioni in sei mesi, mentre l'altra ha da poco archiviato il proprio sistema proporzionale con premio di maggioranza per il primo partito, che il giovane turco Orfini, presidente del PD, vorrebbe invece adottare in alternativa all'Italicum  (ammesso e non concesso che possa mai mai superare il vaglio della sentenza di bocciatura del Porcellum).

Incurante di questi dettagli l'on. Speranza, ex capogruppo PD alla camera, ha trovato la quadratura del cerchio, la formula perfetta e infallibile per cambiare l'italicum a spron battuto e, nel contempo, spodestare l'usurpatore segretario PD, nonchè presidente del Consiglio ( http://www.huffingtonpost.it/2016/08/06/italicum-pd-speranza_n_11362550.html?utm_hp_ref=italy ). Se il presidente del Consiglio accetta di cambiare l'Italicum, come vorrebbero gli speranzosi della sinistra PD, lancia un formidabile assist ai pentastellati per vincere le prossime elezioni, come riconosce il Folli su Repubblica. Se invece risponde picche all'ingiunzione di modificare l'Italicum, amplifica l'opposizione interna per il NO e, in caso di bocciatura referendaria della riforma, la carriera del Premier è destinata al capolinea. Insomma, la classica ingiunzione paradossale, per una decisione impossibile: qualsiasi scelta faccia è garantito un'esito controproducente, perlomeno per i suoi strenui oppositori interni.