mercoledì 29 giugno 2016

Grande successo del gioco di società dell'estate 2016: partecipate anche voi a "modifichiamo l'Italicum"!

Il gioco di società che spopola nell'estate 2016 (modifichiamo l'Italicum) si arricchisce di sempre nuovi giocatori e di inedite mosse. Oggi si sono fatti avanti altri protagonisti, che hanno calato i loro atout: Sinistra Italiana e il governatore pugliese Emiliano. Sono previsti ricchi premi per chi azzecca la modifica vincente!

1-La mozione di SI, presentata alla camera contro l'Italicum, fa riferimento alla sentenza della Consulta sul Porcellum, sottolineando come anche l'Italicum presenti gli stessi "vizi" della vecchia legge elettorale. Niente di più impreciso e distorto: infatti nelle conclusioni della sentenza del gennaio 2014 di bocciatura del Porcellum in ben 6 passaggi si sottolinea l'esigenza che la legge elettorale preveda "una ragionevole soglia" per l'attribuzione del premio di maggioranza. Soglia assente nel Porcellum, e perciò costata alla vecchia legge la bocciatura per incostituzionalità, ed invece presente nell'Italicum, nella misura del 40%. La differenza tra le due leggi è evidente e solo la disonestà intellettuale può far dire che l'italicum presenti gli stessi "vizi" del Porcellum. Il problema per l'Italicum sarà di capire se la Consulta ritiene ragionevole o irragionevole la soglia del 40%, per far scattare il premio di maggioranza. Infatti in assenza di una soglia minima "si può verificare in concreto una distorsione fra voti espressi ed attribuzione di seggi che, pur essendo presente in qualsiasi sistema elettorale, nella specie assume una misura tale da comprometterne la compatibilità con il principio di eguaglianza del voto". Ad ottobre capiremo se il premio che scatta al superamento della soglia del 40% dell'Italicum può rientrare o meno nella distorsione tra voti e seggi fisiologicamente "presente in ogni sistema elettorale" (ad esempio nel vecchio maggioritario, pre Mattarellum).

Quanto alla seconda motivazione contra Italicum - la questione dei capolisti bloccati - la mozione osserva come nella legge che entretà in vigore tra pochi giorni, seppur siano ammesse le preferenze "si prevedono tuttavia capolista bloccati" con il voto di preferenza "relegato ad un ruolo subordinato rispetto ai capolista, riguardando esclusivamente la lista che vincerà conseguirà il premio". Niente di più impreciso e soprattutto falso, poichè il rapporto tra "bloccati" e "preferenziati" cambia in rapporto a diverse variabili (ad esempio il numero di liste nazionali in lizza e il numero di pluricandidature "bloccate" presentate da ogni lista): va da se che il numero massimo di capolisti bloccati da mandare in parlamento è uguale a 100, cioè pari ai 100 collegi, meno le eventuali pluricandidature presentate che lasceranno spazio al secondo eletto con le preferenze. Se si considera che la maggioranza otterrà in totale 340 seggi su 630 (100 bloccati + almeno 240 preferenziati) significa i rimanenti 290 saranno appannaggio degli altri due schieramenti; i quali otterranno sempre i loro 100 capolisti bloccati + almeno qualche altra decina di seggi con deputati eletti grazie alle preferenze. Se poi i poli fossero solo due, il numero degli eletti con le preferenze nel partito minoritario sarebbero addirittura superiori ai 100 capilista bloccati. Ma a SI sanno far di conto?

2- La discesa in campo dell'altro giocatore (l'Emiliano pugliese, intervistato oggi da La Repubblica) è meno eclatante e sembra proporre, quasi per diletto e senza troppa convinzione, di archiviare premio di maggioranza, soglia minima del 40% e ballottaggio eventuale - giudicati incostituzionali - per sostituirli con un sistema elettorale simile a quello  vigente nelle elezioni regionali; vale a dire turno unico e premio per il vincitore, grazie al quale "c'e' sempre uno che vince e l'altro che perde", risultato propiziato ad esempio dal sistema elettorale che ha consentito al governatore ligure Toti di avere la maggioranza dei seggi con poco più del 30% dei consensi nelle urne. Come se il pacchetto di voti conquistato dal "listino" del governatore vincente nell'unico turno di voto non fosse assimilabile ad un vero e proprio premio maggioranza, per giunta con l'aggravante di scattare senza quella "ragionevole soglia" minima indicata nei 6 passaggi della sentenza del Porcellum come requisito indispensabile per superare l'esame di costituzionalità di ogni legge elettorale. Surreale. La domanda sorge spontanea: l'ex magistrato Emiliano avrà letto la sentenza della Consulta?