sabato 7 settembre 2013

Un comma 22 per la riforma del Porcellum

Cosa spinge Enrico Letta a battere il chiodo, come fa  periodicamente da qualche mese, per il superamento del Porcellum quando sa benissimo che una parte essenziale della sua strana maggioranza vede la “macellazione” del suino come fumo negli occhi? Qual'e' il suo disegno tattico-strategico?

L'accoppiata settembrina tra decadenza parlamentare del Cavaliere e inizio dell'iter parlamentare per la modifica radicale della legge porcata, specie se con la formula del doppio turno nazionale, rappresentano davvero una bomba ad orologeria pronta a deflagrare sulla strana maggioranza. Perche' la scialuppa di salvataggio del leader del PDL per restare alla testa della neo FI, nel caso in cui non passasse la strategia dell'agibilità politica, e' proprio la garanzia di poter contare su una pattuglia di fedelissimi grazie alle nomine dall'alto concesse dal Porcellum.  Già ora partono quotidianamente gli avvertimenti minacciosi nel caso in cui alla ripresa passi l'ineleggibilita' del Cavaliere, nella giunta senatoriale per le lezioni, figuriamoci quando inizierà la discussione sulle proposte di revisione del Porcellum! In questo clima evocare la liquidazione del la porcata e’ poco meno che una provocazione, di cui farebbe le spese per primo lo stesso Letta. Perche’ quindi proprio il presidente del consiglio si lancia in anatemi contro la legge Calderoli? A stretto giro di posta, dopo le dichiarazioni di Letta al meeting di CL a Rimini, come previsto e’ arrivato il niet del centrodestra a modifiche radicali della legge elettorale, visto il clima generale.

Comincia a delinearsi quale possa essere il ruolo dei pentastellati, che sulla revisione della legge elettorale ancora non si sono sbilanciati ufficialmente, salvo le solite sparate del loro leader da pulpito mediatico contro un'eventuale formula a doppio turno e una predilezione generale per il proporzionale secco di modello svizzero. Nonostante il disastroso esito delle ultime elezioni si dicono pronti alla convocazione dei  seggi, anche con il Porcellum, in un’inedita alleanza con il Cavaliere e del tutto indifferenti alla paralisi e all’ingovernabilitaà presente e garantita anche per il futuro.

Anche un ragazzino capirebbe che qualsiasi formula, dal Porcellum con soglia minima per far scattare il premio di maggioranza alla riedizione del vecchio Mattarellum, rischia di sortire in caso di elezioni anticipate la situazione di ingovernabilità dell’attuale senato. Ma di questo esito il Cavaliere non si duole affatto in compagnia di Grillo che invece non se cura proprio, muoia Sansone con tutti i Filistei! 

L'unica via d’uscita razionale e di buon senso potrebbe arrivare dalla riedizione di una sorta di nuovo Comma 22. I meno giovani ricorderanno la paradossale regola che aveva ispirato l'omonimo film pacifista degli anni settanta, tratto dal romanzo di Joseph Heller Catch 22: «Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo» Ebbene Napolitano e’ stato chiaro, non si torna alle urne con questa legge. Ergo, se si tenta di rivedere il Porcellum radicalmente il governo cade e si torna alle urne ma non si puo’ tornare alle urne senza la riforma del Porcellum! Insomma, per l’ennesima volta la politica si e’ incartata su se stessa.