sabato 7 settembre 2013

Al Senato muove i primi passi (falsi) la riforma del Porcellum

E' iniziato alla commissione Affari Costituzionali del Senato l'esame delle proposte di riforma del Porcellum: http://www.europaquotidiano.it/2013/09/05/primi-passi-per-la-legge-elettorale-ma-lobiettivo-e-la-norma-ponte/ due delle quali a firma PD. Purtroppo l'ipotesi di superare il Porcellum resuscitando il Mattarellum, come vorrebbe una delle proposta del PD, rischia di non risolve affatto il problema di fondo per due ostacoli attualmente insormontabili: il tripolarismo bloccato assieme alla frammentazione geografica a macchia di leopardo del consenso verso le tre principali forze politiche, per cui potremmo avere una distribuzione a tre dei collegi uninominali, ricascando nella situazione attuale di instabilità. Le simulazioni fatte con i risultati delle ultime elezioni hanno dimostrato che il Mattarellum potrebbe produrre alla Camera un'ingovernabilita' come quella dell'attuale senato e quindi la necessita' di grandi coalizioni a iosa. Insomma dalla padella del Porcellum alla brace del Mattarellum!

Non ci sono santi: l'unica soluzione razionale ed efficace sta nel "rinviare" il premio di maggioranza al ballottaggio nazionale per convogliare il consenso elettorale su un premio di governabilita' alla coalizione vincente, soluzione che si puo' introdurre anche con semplici modifiche dell'attuale  Porcellum (basta "spostare" l'attuale premio di maggioranza al II turno tra le prime due coalizioni del primo turno che non hanno raggiunto la soglia minima del 40-45%).

Ma anche con il recupero del Mattarellum si puo' introdurre una soluzione analoga: basta trasformare il 25% di seggi proporzionali in premio di maggioranza analogo a quello del sistema elettorale delle regionali (il surplus di seggi al “listino” del governatore vincente) ma con una differenza sostanziale: il premio nazionale di "governabilita'" verrebbe attribuito al secondo turno, in caso di mancato superamento della soglia minima del 40-45% al primo turno da parte di un partito/coalizione, come prevede la bozza Violante.

Ancor meno comprensibile e' la seconda proposta targata PD "di assegnare il premio di maggioranza (meno ampio di quello attuale) al partito vincente piuttosto che alla coalizione". Ancora una volta ci troveremmo nelle condizioni di attribuire un premio ad un partito con meno di 1/3 o addirittura 1/4 dei voti, per di piu' di entità insufficiente a raggiungere la maggioranza assoluta, ovverosia a garantire la governabilità. Il nodo gordiano resta sempre il tripolarismo; nessuna delle proposte PD di revisione del Porcellum riesce a scioglierlo, ma tutte rischiano pure di renderlo ancor piu' intricato.

Chiunque abbia un minimo di buon senso e razionalità non puo' che appoggiare il modello Violante, l'unico che è in grado di garantire con il doppio turno nazionale la governabilità e nel contempo la maggiore rappresentatività proporzionale con il primo turno, altrimenti avremo ambigui governi di larghe intese a vita, tanto fragili quanto litigiosi!