venerdì 22 luglio 2016

Continua il tormentone delle modifiche all'Italicum

A Roma dall'inizio dell'estate è in funzione un nuovo generatore, potentissimo e d'avanguardia, che sforna quotidianamente senza sosta proposte di legge, rispondenti ad una rigido protocollo di specifiche tecniche: modificare l'italicum al più presto, prima che sia applicato e prima del parere di merito della Consulta.

La produzione di modifiche dell'Italicum è diventata l'ossessione dei palazzi della politica, terrorizzati all'idea di cedere il potere ai pentastellati. Ecco quindi il ricorso al portentoso elaboratore per valutare tutte le possibili opzioni, purchè rispondano ad un obiettivo prioritario: danneggiare a priori e il più possibile i grillini, a prescindere dall'efficacia delle modifiche e/o dalle loro legittimità costituzionale. In realtà nell'assolvere al suo compito rischia anche di fare loro un gran favore, ma il generatore per quanto potente e all'avanguardia è pur sempre un rozzo meccanismo che non si cura delle conseguenze, non si impiccia di fini strategie politiche e continua indefesso nel suo compito, titanico e forse impossibile.

Le ultime proposte, escogitate dal generatore di leggi elettorali alternative all'Italicum, sono: abolizione del temibile secondo turno, l'apparentamento tra il primo e il secondo e il ballottaggio a tre. Analizziamo schematicamente le ultime due opzioni.

1-Il potente strumento si deve essere ispirato alle recenti elezioni politiche spagnole per escogitare quella che appare una soluzione davvero originale: replicare sostanzialmente il primo turno, dopo le fatidiche due settimane, in modo che il ballottaggio possa dare un esito fotocopia. Perchè nell'attuale assetto questo sarebbe il risultato del ballottaggio a tre invece che a due, dato che le tre maggiori aggregazioni politiche raggranellano ognuna, appunto, un terzo circa dei consensi e quindi il secondo turno rischia di dare un'esito sovrapponibile al primo; per giunta nessuno sarà in grado di superare quella soglia minima per l'attribuzione del premio di maggioranza, ripetutamente indicata nella sentenza di bocciatura del Porcellum come conditio sine qua non per la legittimità costituzionale del premio stesso. Una soluzione pirandelliana e gattopardesca, degna di miglior generatore di modifiche dell’Italicum presente sul mercato.

2.L'elaborazione di sempre nuove proposte di modifica dell'Italicum non è finita perché il  sofisticato marchingegno ha un’attività incessante. Sempre per sbarrare la strada ai pentastellati - costi quel che costi, anche a rischio di fornire loro un formidabile argomento propagandistico per vincere le lezioni - ecco spuntare pure la coalizione per apparentamento tra il primo e il secondo turno, sul modello delle elezioni comunali. Soluzione che riporta l’orologio della politica indietro di una trentina d'anni ai tempi del pentapartito, quando le forze minori, forti del loro determinante 2-3% di voti, potevano a giocare spregiudicatamente la carta dell'appoggio (leggi ricatto, à la Ghino di tacco) ad al partito di maggioranza relativa in cambio di posti di potere e sotto-potere a josa. Praticamente il mercato delle vacche e la riedizione in grande stile della compravendita di poltrone in cambio dell'appoggio elettorale, per un ritorno alla prima repubblica! E pure con il rischio che l'apparentamento con il partito di centro metta in fuga al ballottaggio gli elettori di sinistra e, viceversa, in caso di una coalizione dell'ultima ora con l'estrema sinistra.